Scultore Serafico

Biografia

Dopo essersi laureato in Lettere e dedicato al teatro,
Emilio Serafico sente la vocazione per la scultura ed entra
nell'Accademia di Belle Arti di Roma.
In quel posto disgraziato gli diventano cari gli insegnamenti del compianto Antonio Casillo, amante della ritrattistica e docente generoso, poi del professor
Domenico Annicchiarico, tecnico d'arte di grande esperienza.
Belle e di conforto sono state le amicizie maturate in quegl'anni di studio:
suor Stefania, Sara, Laura, Vincenzo e altri.
La sua scultura va decisa verso il figurativo, a scanso di quell'astratto tanto di moda ma che vede fasullo, presuntuoso e rifugio per povertà di talento.
Sperimenta più volte l'autoritratto, potendo confidare solo
sui propri connotati di grazia, anche con soluzioni di ispirazione caravaggesca.
Termina l'accademia con una tesi sull'arianesimo del IV secolo e la separazione razziale secondo la rivelazione cristiana, nel lasciare l'accademia Serafico fa tesoro delle parole date dalla bidella con maggiore anzianità,
che lo giudica pubblicamente il migliore visto da lei lì dentro.
Dopo i lavori in gesso fatti nei primi anni di studio, Serafico scopre la bellezza della terracotta, affascinante e preziosa. Vive e scolpisce a Roma ma senza più mamma Gemma, venerabile modello celeste e meraviglia delle meraviglie.

Altre sono le opere che attendono il cielo